Per commenti o maggiori informazioni sulle presenti news scrivi a: luciano.panizzutt@amadi.org
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VERBALE ASSEMBLEA DEI SOCI 2012
Si è svolta a Santa Margherita Ligure, in data 30 gennaio 2012, l'assemblea annuale dei Soci A.Ma.Di.
Leggi il Verbale dell'Assemblea.
RELAZIONE INCONTRO DEL 27 GENNAIO 2012
Il giorno 27, Venerdì, si è tenuto un incontro a Genova con un importante esponente della scena politica genovese e nazionale, nel quale sono stati trattati temi di attualità per la nostra categoria.
Leggi un resoconto dell'evento
10 Gennaio 2012 - IL GRUPPO FERRETTI AI CINESI
Il famoso gruppo italiano fondato nel 1968 da Norberto Ferretti produttore di una vasta gamma di yachts è ufficialmente cinese.
La compagnia Shandong Heavy Industries ha acquisito il 75% del capitale, mentre il restante 25% sarà diviso tra Royal Bank of Scotland e Strategic Value Partners, principali creditori di Ferretti.
L’investimento complessivo dei cinesi è di 374 milioni, parte dedicati a ripianare i debiti, parte al rilancio industriale.
“La Cina è uno dei paesi dove il comparto yacht si sta sviluppando in modo più rapido e ha un grande potenziale; l’intesa aiuterà Ferretti a sfruttare meglio l’industria globale dello yacht e a venire incontro alla crescente domanda cinese di beni di lusso” ha commentato Tan Xuguang, Presidente del potente gruppo asiatico.
Il quartier generale e la produzione rimarranno in Italia (i dipendenti sono circa 2mila), Shandong collaborerà strettamente garantendo risorse e nuovi canali di distribuzione.
Norberto Ferretti non figura più tra gli azionisti ma mantiene la carica di Presidente.

20 dicembre 2011 - SULLA TASSA DI STAZIONAMENTO
Se lo scopo è quello di portare maggiori entrate nelle casse italiane, noi crediamo che la reintroduzione della “tassa di stazionamento” sia destinato a trasformarsi in un clamoroso autogol.
Le barche come si sa (ma siamo certi che chi decide certi provvedimenti lo sappia davvero?) sono oggetti per loro natura “mobili”, per cui nulla vieta che prima dell’entrata in vigore del provvedimento (1 maggio 2012) queste si spostino in un porto estero, magari appena poche miglia al di là dei nostri confini.
I porticcioli di Francia, Corsica, Slovenia e Croazia sentitamente ringraziano.
La normativa prevede infatti che a partire dalla fatidica data ogni unità da diporto superiore ai 10 metri presente nei porti italiani, ma anche all’ancora nelle nostre acque, paghi una tassa giornaliera in funzione della sua lunghezza, con sconti crescenti con l’età della barca; le unità a vela pagano al 50%.
Ora mettiamoci nei panni di uno straniero che abbia deciso di lasciare la barca in Italia nel periodo invernale, approfittando dei mesi di sosta per effettuare i consueti lavori di manutenzione.
Per quello che posso constatare personalmente, nei porticcioli liguri (Genova, Imperia, Sanremo, La Spezia), ma sono certo che lo stesso vale per i porti toscani, svernano decine di yachts di oltre 30 metri che appartengono ad armatori non italiani, tutte con equipaggio a bordo, a volte anche numeroso.
Questo straniero, sapendo di dover pagare una tassa giornaliera di 90 Euro se ha un 30 metri oppure di 372 Euro se ha un 50 metri, per arrivare a 703 Euro nel caso di un 65 metri, con tutta probabilità troverà più conveniente cercarsi un ormeggio in Costa Azzurra, cosicchè il nostro Stato non solo non incasserà quello che aveva previsto dalla Tassa di Stazionamento, ma perderà anche in termini di IVA su tutte le spese non fatte: ormeggio, Cantiere, Artigiani, Fornitori, Supermercati eccetera, non solo dalle barche ma anche dagli equipaggi che frequentano ristoranti, bar ecc….
Anche per gli Armatori italiani la musica sarà la stessa: chi potrà, cercherà di abbassare i costi di gestione (e di questi tempi questo è quasi un obbligo) spostando la barca altrove.
Per quanto riguarda il periodo estivo, abbiamo un chiaro e recente ricordo di ciò che è avvenuto pochi anni orsono con la Tassa Soru in Sardegna: un completo flop turistico-nautico per l’isola, con le barche ad affollare le contigue baie e spiagge della Corsica, altrettanto belle ed esenti dall’odiosa gabella.
In buona sostanza, l’Associazione Marittimi Diporto condivide la posizione di rigore sostenuta dal Governo Monti, ritiene giusto il concetto che chi ha di più debba contribuire in misura maggiore al risanamento del Paese e che questo quindi debba comprendere i fortunati possessori di medie e grandi unità da diporto, ma reputa sbagliata nella sua impostazione tecnica la norma in questione.
Siamo convinti che essa porterebbe ad una fuga generale dai nostri porti, sia di armatori italiani ma soprattutto di armatori stranieri, con drammatici contraccolpi sull’economia locale e sull’occupazione.
Stiamo lavorando, in collaborazione con altre Associazioni e Federazioni del settore, ad un emendamento da presentare nelle sedi istituzionali per correggere questa evidente anomalia.
CONSULENZA LEGALE PER I SOCI AMADI
Si ricorda a coloro che ne abbiano necessità, che l'Avv. Pieri di Genova è disponibile a fornire assistenza legale agli associati A.Ma.Di a tariffe particolarmente vantaggiose.
Per informazioni: Avv. Laura Pieri - rivolgersi in segreteria per le informazioni di contatto.
3.11.2011 - ACCORDO PER CORSI DI FORMAZIONE
E' stato di recente rinnovato l'accordo di collaborazione con un Ente di Formazione per l'organizzazione di specifici corsi per i marittimi del diporto. Leggi di seguito il resoconto dell'incontro.
PROPOSTA DI AGGIORNAMENTO
Come previsto il Decreto Legisltivo n.136 del 7 luglio 2011 concernente i "Requisiti minimi di formazione per la Gente di Mare" (vedi notizia sottostante), trattandosi della'attuazione di una Direttiva CE del 2008, è nato già vecchio, superato dagli eventi. A giugno 2010 a Manila sono stati infatti introdotti degli emendamenti alla STCW (ne abbiamo dato a suo tempo notizia) di cui bisogna necessariamente tener conto, e una proposta in tal senso è stata presentata al Parlamento Europeo. Le novità introdotte entrano in vigore il 1° Gennaio 2012, con un periodo transitorio di cinque anni.
11 AGOSTO 2011 - PUBBLICATO SULLA GAZZETTA UFFICIALE IL PROVVEDIMENTO SUI CERTIFICATI DEI MARITTIMI
E' stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 10 Agosto 2011 il Decreto Legislativo (Attuazione della direttiva 2008/106/CE concernente i requisiti minimi di formazione per la gente di mare) di cui abbiamo dato anticipazione con il post precedente (qui sotto); la novità che viene introdotta (vedi Allegato IV) è quella che prevede il rinnovo dei Certificati di Comandante >3000GT anche a fronte di 36 mesi di navigazione (negli ultimi 60) effettuata su unità (anche da diporto) di qualsiasi tonnellaggio. Viene così integrata la norma - che comunque rimane - che prevedeva per il rinnovo di detto certificato un periodo di navigazione di 12 mesi su navi superiori alle 500 GT, di fatto precludendolo alla maggior parte dei marittimi del diporto.
Il provvedimento entrerà in vigore il 25 Agosto 2011.
03 AGOSTO 2011 - ACCOLTE LE RICHIESTE DEI MARITTIMI
A seguito delle reiterate e sacrosante proteste dei marittimi del diporto e non solo (vedi anche post qui sotto), in merito alla questione del rinnovo dei Certificati IMO, il Comando Generale delle Capitanerie di Porto ci comunica (tramite la Circolare di cui potete leggere il testo allegato) che, al fine del rinnovo del Certificato di Comandante >3000 GT, in alternativa a quanto previsto dalla normativa vigente (12 mesi di navigazione in qualità di Comandante su navi >500 GT o 1° Ufficiale su unità >3000 GT) possano essere considerati validi 36 mesi di navigazione su unità di qualsiasi tonnellaggio effettuati nei 5 anni precedenti la scadenza del certificato. Tale norma verrà inserita in un Decreto Legislativo di prossima pubblicazione. In attesa di vedere resa effettiva questa importante novità, non ci resta che ringraziare tutti coloro che si sono adoperati per la sua realizzazione. Personalmente mi fa piacere ringraziare il Com.te Minotauro del VI Reparto del Comando Generale delle Capitanerie di Porto, che oltre ad essere stato uno degli artefici del provvedimento ha sempre ritenuto importante mantenere il dialogo con i marittimi e le Associazioni.
12 LUGLIO 2011 - SEMPRE A PROPOSITO DEL RINNOVO DEI CERTIFICATI
In risposta ad una mia mail inviata circa un mese fa a varie Autorità (pubblicate anche in queste pagine) in merito al problema del rinnovo dei Certificati IMO, ho ricevuto oggi (12 luglio 2011) una telefonata "informale" da parte di un autorevole esponente del Comando Generale delle Capitanerie di Porto nonchè dei Tavoli Tecnici organizzati dal Ministero Infrastrutture e Trasporti. Il suddetto Ufficiale mi ha confermato quella che è la linea delle Capitanerie in merito al rinnovo dei Certificati IMO; come temevamo prevale il concetto che vada rispettato quanto previsto dal DM 141, anche se in aperta contraddizione con tutte le Circolari emanate dal M.I.T., ritenute queste non in grado di superare in valenza le direttive di un Decreto Ministeriale. Ci si deve attenere quindi al codice STCW nel testo recepito dal nostro Paese con il citato DM 141/2008, che prevede determinati limiti di tonnellaggio per il mantenimento dei certificati IMO (di coperta). Non sarà quindi possibile, con le attuali normative, rinnovare ad esempio un Certificato di Comandante di navi >3000 GT effettuando navigazione su imbarcazioni o navi inferiori a 500 GT.
Lo stesso Ufficiale però riconosce che si debba trovare, nel rispetto delle normative internazionali, una via praticabile per rimediare a quanto sopra, e propone - sempre a livello informale - alcune soluzioni delle quali non posso ora fare menzione e che saranno oggetto di discussione nei prossimi appuntamenti con i partecipanti ai Tavoli Tecnici. La buona volontà sembra esserci, quindi, restano da vedere i tempi ed i modi in cui si vorrà venire incontro ai problemi dei marittimi, che nel frattempo vedono declassate le proprie abilitazioni in mancanza dei requisiti rigidamenti richiesti. Considerati i sacrifici che il conseguimento dei certificati ha richiesto a tutti noi, sarebbe opportuno che in attesa dei nuovi meccanismi di rinnovo venissero tenute in considerazione le indicazioni delle altrettanto autorevoli Circolari Ministeriali.
05 LUGLIO 2011 - STCW: GLI EMENDAMENTI DI MANILA 2010 (cosa è necessario sapere)
Come abbiamo già annunciato in queste pagine, nel 2010 a Manila si è svolta una conferenza mondiale per apportare alla Convenzione STCW ed al relativo codice (datato 1978/1995) alcuni aggiornamenti.
Queste modifiche diventeranno operative, in mancanza di obiezioni da parte di almeno il 50% dei firmatari, a partire dal 1° Gennaio 2012. E’ prevista una fase di adeguamento di 5 anni per i marittimi attualmente in servizio.
Occorre ricordare che tutto ciò riguarda esclusivamente l’ambiente IMO-STCW (quindi il diporto non commerciale è escluso) ed inoltre che la conferenza esprime delle Linee-guida che dovranno poi essere tradotte in Legge dai singoli Paesi. Speriamo che anche questa volta i nostri governanti non vogliano essere “più realisti del Re” e non impongano ai marittimi Italiani norme penalizzanti rispetto ai colleghi degli altri Paesi.
Questi i principali campi di interesse degli emendamenti:
- Certificati di Competenza – dovranno essere rilasciati e convalidati esclusivamente dalle Amministrazioni, limitando così la possibilità di frodi. Dovrà essere implementato l’uso di database informatici per un maggior controllo sui Certificati emessi.
- Certificati di idoneità fisica – Certificati medici – dovranno essere standardizzati in modo da permettere ai marittimi di imbarcare su navi di qualsiasi bandiera senza doversi sottoporre ad ulteriori esami medici.
- Rinnovo dei Certificati di Competenza – dovranno essere razionalizzati in favore dei marittimi (speriamo sia l’occasione per rivedere la nostra normativa specifica)
- Modalità di addestramento – si dovranno favorire nuove metodologie che utilizzino l’addestramento a distanza ed on-line.
- Orari di lavoro – si dovrà tenere conto delle disposizioni della Convenzione sul Lavoro Marittimo (MLC ILO 2006) in merito ai tempi di riposo ed all’importanza del rischio-fatica per quanto concerne la sicurezza del lavoro e della navigazione.
- Abuso di alcool e altre sostanze
- Necessità di creare altre figure professionali per adeguarsi ai nuovi standard tecnologici – si dovranno identificare nuove figure come il Comune di Coperta e di Macchina (diversi da quelli già esistenti) o come l’ ETO (electric/electronic Technical Officer)
- Corsi di Addestramento – per gli Ufficiali di Coperta diventerà obbligatorio un corso per imbarcare su navi che utilizzano il sistema di cartografia elettronica (ECDIS), così come già avviene per i sistemi ARPA e GMDSS; il corso PSSR dovrà comprendere argomenti quali Comunicazioni, Controllo della fatica sul lavoro e Lavoro in team. Tutti i marittimi, a differenti livelli, dovranno essere informati ed addestrati sulle norme di Security, compreso quelle anti-pirateria.
- Corsi di aggiornamento (refreshing) – alcuni dei corsi potranno essere soggetti a refreshing, che potrà avvenire in modalità di e-learning o con addestramento a bordo.
Occorrerà aspettare per vedere come queste indicazioni della Conferenza di Manila 2010 verranno convertite in Legge dalla nostra Amministrazione. Restate in contatto!
30 GIUGNO 2011 - FACCIAMO SENTIRE LA NOSTRA VOCE
Per cercare di smuovere la situazione relativa al problema del rinnovo dei certificati IMO dei marittimi (del diporto ma non solo), la cui storia è riassunta nei post precedenti, e nella malugurata ipotesi che tutte le Capitanerie decidano di applicare rigidamente il DM 141/2008, viene proposta dal Com.te Savino un'iniziativa - alla quale l'A.Ma.Di. ovviamente non può che aderire - volta a far pervenire alle massime Autorità in campo il grido di allarme di tutti coloro che sono o potrebbero essere interessati dal provvedimento.
Invitiamo pertanto tutti i marittimi che frequentano questo sito a voler inviare questa e-mail ai destinatari indicati allegando le proposte di modifica del DM 141/2008.
Questi gli indirizzi:
segreteria.speciale@governo.it; segreteria.presidente@governo.it; segreteriausg@governo.it; serviziofunzioniistituzionali@governo.it; presidenza.repubblica@quirinale.it; ufficio.stampa@tesoro.it ; marco.brusco@mit.gov.it ; giuseppe.minotauro@mit.gov.it ; iafolla@mit.gov.it ; legislativo.segr@mit.gov.it ; segreteria.matteoli@mit.gov.it; urp.navig@mit.gov.it ; stefania.moltoni@mit.gov.it
22 GIUGNO 2011 - QUANDO LA MANO DESTRA NON SA QUELLO CHE FA LA SINISTRA
La nostra Associazione scambia abitualmente corrispondenza ed informazioni con le Autorità, ma non sempre tutte queste email necessitano di essere pubblicate. In questo caso però ritengo sia utile dare pubblicità a questo scambio, sia per l'importanza che ha per i marittimi, sia perchè indicativo della situazione di incertezza, quando non proprio di caos, che regna nelle "alte sfere".
21 GIUGNO 2011 - ANCHE BUONE NOTIZIE, OGNI TANTO
Non abbiamo fatto a tempo a pubblicare la notizia di un disastroso provvedimento di legge (leggi di seguito: "Alla fine ci sono riusciti") che ci giunge, sempre dalla attenta ISYBA, la buona novella dello stralcio di quei commi che avrebbero ulteriormente penalizzato i lavoratori marittimi in regola con i titoli. Per il momento possiamo tirare un sospiro di sollievo, meglio però non abbassare la guardia.
19 GIUGNO 2011 - TEMPI DURI CI ASPETTANO!
Dopo mesi di calma apparente, ecco che in soli due giorni arrivano alcune notizie di grande interesse per i marittimi impiegati nel diporto e non solo. A volte si ha l’impressione che queste cose vengano fatte accadere appositamente nel periodo estivo, quando la maggior parte di noi è impegnata in altre faccende e non ha modo nemmeno di cercare di replicare. Ma veniamo alle notizie, che pubblicherò di seguito separatamente.
1) ALLA FINE CI SONO RIUSCITI!
Ai famosi “Tavoli Tecnici” presso il Ministero Infrastrutture e Trasporti si notava regolarmente per il suo essere sempre contro ogni tentativo di regolamentazione della normativa sui Certificati del Diporto una potente Associazione (badate bene: non associazione di marittimi ma di imprenditori) che avrebbe voluto una totale deregulation del settore; la sola parola “marittimo” sembrava procurare in loro attacchi di orticaria. A quanto pare ce l’hanno fatta, evidentemente le lobbies nel nostro Paese sono ancora molto efficienti, e poco importa se per ottenere quello che vogliono devono calpestare le normative esistenti e chi ad esse si è attenuto.
La notizia ci viene segnalata da ISYBA e riguarda la “Conversione in legge del decreto-legge 13 maggio 2011” dove, tra gli altri commi, ve n’è uno che stabilisce che, in deroga a tutte le normative sul noleggio e sulle abilitazioni per poterlo svolgere, un armatore di imbarcazione da diporto (quindi fino a 24 metri) può effettuare in forma occasionale attività di noleggio giornaliero con il solo requisito del possesso della patente nautica ed inoltre che qualora venisse impiegato a bordo altro personale, queste prestazioni si intendono comprese tra le prestazioni occasionali di tipo accessorio, con ciò significando che non saranno necessari marittimi non solo con Certificazioni, ma nemmeno libretto di navigazione, corsi eccetera. Per l’effettuazione del noleggio sarà sufficiente una comunicazione in via telematica alla Capitaneria di Porto.
Inoltre a questi signori (gli armatori) viene fatto un ulteriore regalo dove si dice che i proventi di detto noleggio sono assoggettati, detratte le spese ed i costi sostenuti, ad un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e delle relative addizionali, nella misura del 20%. Voi ricchi e privilegiati lavoratori dipendenti pagate sul vostro lauto stipendio come minimo il 23% di IRPEF.
Tutto questo “al fine di incentivare la nautica da diporto ed il turismo nautico”. Ed il lavoro dei marittimi chi lo incentiva?
2) NOTIZIE CONTRASTANTI SUL FRONTE DEI CERTIFICATI DEI MARITTIMI
Regolarmente assistiamo ad un continuo tira-molla tra chi pensa le leggi, in questo caso il Ministero Infrastrutture e Trasporti, e chi le deve applicare, nella fattispecie il Comando Generale delle Capitanerie di Porto. Sono in molti a pensare che l’attuale situazione di caos nel nostro settore sia proprio a causa di questo dualismo (i più maligni ritengono che il caos sia addirittura voluto, una sorta di braccio di ferro a discapito dei marittimi per il controllo totale della materia). Regolarmente riceviamo, e ne abbiamo dato notizia anche su queste pagine, lamentele su particolari casi accaduti a colleghi che si vedono negare il rinnovo dei certificati di competenza con la motivazione della mancanza del requisito della navigazione appropriata.
Vediamo cosa prescrive la normativa ed i fatti che si sono succeduti negli ultimi anni.
- La Convenzione in questione (STCW95) prevede che per il rinnovo del titolo (parliamo qui dei Certificati IMO “mercantili”) occorrono 12 mesi di navigazione “nella qualifica posseduta o in quella immediatamente inferiore”, con questo intendendo che possa essere “immediatamente inferiore” o la taglia della nave o la qualifica a bordo; cio significa che per rinnovare ad esempio un Certificato di Comandante >3000 GT sia possibile effettuare la navigazione richiesta o da Comandante di una nave almeno 500-3000 GT oppure da 1° Ufficiale su nave >3000 GT.
- Successivamente ci si è resi conto che la rigida applicazione della norma andava a danno di molte categorie di marittimi, impiegati non solo nel diporto ma anche su rimorchiatori, bettoline, supply vessels ecc. tutte navi insomma che non raggiungendo il limite della stazza non consentivano a chi era imbarcato di mantenere il prorio titolo.
- E’ stata quindi emanata (17.12.2008) una Circolare dal titolo Gente di Mare Serie XIII n. 17 nella quale si superava lo scoglio di cui sopra, affermando che era ritenuta valida “la navigazione su qualsiasi tipologia di nave” ed anche “la navigazione effettuata su unità da diporto”; per i marittimi dei rimorchiatori ed altre navi particolari sono stati introdotti commi specifici.
- In molti Uffici di Capitaneria di Porto gli Ufficiali responsabili dei rinnovi hanno puntato i piedi (chissà poi perché, forse per danneggiare volontariamente i marittimi, o forse per la disputa di cui sopra?) fregandosene della Circolare e negando i rinnovi delle certficazioni, al punto che è dovuta intervenire un’altra circolare (settembre 2010) che ribadiva il concetto della precedente n.17. Per qualche tempo le cose sembravano essere state chiarite.
- Qualche mese fa ennesimo caso di rinnovo negato a causa del tonnellaggio insufficiente, questa volta il marittimo fa ricorso al TAR (si può leggere la storia completa nel blog dadosav.wordpress.com ) ed il Tribunale dà ragione alla Capitaneria di Porto ritenendo che una Circolare non possa superare una Legge quale è la n. 141 di luglio 2008 relativa alle Certificazioni Marittime. (Riporto quello che mi è stato riferito ma non garantisco l’esattezza di quanto sopra in quanto per espressa volontà dell’interessato non è dato saperne di più). Sembrerebbe una pietra tombale ma…
- Il Primo Giugno 2011, praticamente nello stesso periodo della sentenza del TAR, una lettera della autorevole Dott.ssa Moltoni (Dirigente del MIT – Divisione 1^ ) indirizzata tra gli altri al Comando Generale delle Capitanerie di Porto (la lettera in questione mi è stata trasmessa dal collega Com.te Cienzo del Collegio Capitani) ribadisce che “deve essere ritenuta valida la navigazione effettuata su qualsiasi tipologia di navi per il rinnovo dei certificati posseduti” comprendendo che “la rigida applicazione del principio della stazza/potenza propulsiva dell’unità sulla quale è svolta la navigazione porterebbe il lavoratore marittimo che sia in possesso dell’abilitazione maggiore (Comandante >3000 GT) a dover rinunciare ad imbarchi su navi aventi una stazza inferiore per evitare un continuo declassamento del titolo”. Parole di grande saggezza (finalmente!) che speriamo possano essere tenute in debita considerazione.
Aspettiamo quindi ulteriori puntate di questa telenovela che sarebbe solo grottesca se non fosse drammatica per coloro che vi si trovano coinvolti in prima persona.
Ad Ottobre (se non sarà successo qualcosa prima) occorrerà rimboccarsi le maniche e tornare alla carica presso le Autorità che ci governano.
14 GIUGNO 2011 - CONSIDERAZIONI SULL’ETA’ DEI MARITTIMI
Mi era sempre sembrato che gli equipaggi anglosassoni, specie quelli che si incontrano sui megayacht di bandiera inglese, fossero generalmente molto giovani e non di rado mi è capitato di vedere Comandanti di grandi unità che dimostravano un’età inferiore ai 30 anni. E me ne chiedevo la ragione, visto che sulle barche italiane di norma la tendenza è quella di avere, almeno nelle posizioni direttive, persone più mature.
Poi qualche giorno fa mi è capitato di leggere su un blog di equipaggi anglofoni una discussione interessante proprio su questo argomento, e tra le opinioni di diverso parere ho capito una cosa (e forse avrei potuto capirla anche prima…): noi riusciamo più di loro a conciliare lavoro e vita privata, avendo spesso la possibilità di trovare imbarchi vicini alle nostre case, oppure a volte riuscendo a fare il contrario portando la barca nei periodi “morti” in porti o cantieri a noi più comodi; generalmente le nostre barche in inverno non lavorano, per cui possiamo nella maggior parte dei casi recuperare in questa stagione il tempo perduto d’estate nei confronti della famiglia e dei nostri interessi. Quelli di noi che sono imbarcati sulle barche più piccole addirittura “staccano” dai propri cari solo nel mese di Agosto.
Inglesi, Sudafricani, Australiani eccetera invece sono costretti a traslocare armi e bagagli nei porti dove le barche stazionano, molto spesso in Mediterraneo, a volte nel Caribe nelle stagioni invernali, potendo contare solo sui periodi ferie per rientrare a casa e poter fare un po’ di “vita normale”.
E’ per questo che sul suddetto blog leggevo di qualcuno (anche più di qualcuno) che agognava di “possedere una macchina, una casa, una famiglia”, constatando come queste cose - per noi scontate - fossero incompatibili con un lavoro che ti tiene fuori casa per più di 300 giorni l’anno…
Si comprende quindi come, a parte quei lupi di mare incalliti che fanno della barca la loro casa, gli altri tendano a capitalizzare il massimo possibile durante la carriera sugli yachts (è risaputo che con il contratto inglese si riceve in mano un compenso “lordo” e quindi più sostanzioso, almeno in apparenza) per poi ritirarsi a terra ancora in giovane età con un gruzzoletto da investire in attività più stanziali.
Questa situazione è anche la causa del fatto che la “longevità” degli equipaggi inglesi su una determinata imbarcazione è generalmente inferiore di quella dei colleghi italiani, che una volta trovata una sistemazione lavorativa consona alle proprie necessità tendono a mantenerla il più possibile, a volte anche 10, 20 o anche più anni.
Così facendo inevitabilmente si invecchia sulle barche…
Il 25 giugno è stato dichiarato dall'IMO la "Giornata mondiale del Marittimo".
Con la Risoluzione n.19 adottata nel corso della Conferenza svoltasi a Manila (Filippine) dal 21 al 25 giugno 2010 si è voluto esprimere apprezzamento e gratitudine alla Gente di mare proveniente da ogni parte del mondo per il loro contributo al commercio marittimo internazionale, all'economia mondiale ed alla società civile nel suo complesso. Il Segretario Generale dell'IMO, Mr. E.E. Mitropoulos nella sua Lettera al Marittimo ricorda anche che il tema scelto per il 2011 è "Piracy: orchestrating the response", in risposta al notevole aumento di atti di pirateria nei confronti delle navi operanti nelle aree interessate da tale problema.
IMPORTANTE SENTENZA DELLA COMMISSIONE TRIBUTARIA
Pubblichiamo dal giornale online MilanoFinanza un'intervista di Luca Gualtieri ad Anton Francesco Albertoni, Presidente di UCINA, a proposito di una recente sentenza della Commissione Tributaria di Genova che sembrerebbe ribaltare l'equazione Diportista=Evasore che negli ultimi due anni ha consigliato molti Armatori a cercare altri lidi per loro imbarcazioni.
ARTE, MARE E SCIENZA A SANTA MARGHERITA LIGURE
Fotografia, video, scienze naturali, antropologia, marineria, pesca, cucina, percorsi naturalistici terrestri e sottomarini, attività sportive, come subacquea, canoa e trekking, sono alcuni degli ingredienti di un nuovo e ricco festival, che Sheraton Hotel di Genova ha ambiziosamente deciso di organizzare, in collaborazione con le Aree Protette di Portofino, il Comune di Santa Margherita Ligure e prestigiosi Enti di ricerca, nel territorio che divide le acque e unisce le terre del Golfo del Tigullio dal Golfo Paradiso: il Promontorio di Portofino.
Anche ad A.Ma.Di. è stato chiesto di partecipare, e noi prontamente e con entusiasmo abbiamo aderito; due sono gli eventi che andremo a proporre, dal 2 al 4 giugno, sulla banchina del porto di Santa Margherita Ligure: L'arte Marinara dei nodi e Gli strumenti della navigazione.
Per maggiori dettagli sul programma della manifestazione www. artemarescienza.it
PORT STATE CONTROL - GENOVA
Dal Sito della Guardia Costiera di Genova risulta che, fra le altre navi, almeno due yachts hanno subito un periodo di detenzione a causa di deficienze riscontrate dal Port State Control. Si tratta di due grandi unità (Haida G e Malibu) sulle quali sono state ravvisate irregolarità che vanno dal malfunzionamento di pompe allo stato di pulizia delle sentine. Ad entrambe è stato imposto di provvedere al ripristino delle condizioni di sicurezza prima di lasciare il porto. Ripetiamo che al momento il PSC si applica alle navi impegnate in attività commerciale.
STATISTICHE ESAMI PER TITOLI PROFESSIONALI MARITTIMI
La Capitaneria di Porto di Genova ha reso noti (e ringraziamo il Com.te Dario Savino per averli per primo pubblicati) i risultati degli esami per le certificazioni di coperta e di macchina.
Dalle tabelle allegate si nota “un ulteriore impoverimento della preparazione dei candidati”, anche nelle materie tecniche, oltre alle consuete lacune nella lingua inglese.
Fra le cause che portano a questa situazione, la scarsa preparazione scolastica (a cui sopperisce in qualche maniera la frequenza dei corsi presso l’Accademia della Marina Mercantile) e la poca formazione a bordo, anche dovuta al fatto che l’Allievo Ufficiale a bordo delle navi è principalmente impiegato in lavori di segreteria e disbrigo degli adempimenti ISM e ISPS.
Unica nota positiva è che in qualche caso i candidati provenienti dal mondo del diporto si sono dimostrati più preparati dei colleghi della marina mercantile.
UN CHIARIMENTO
Abbiamo letto sulla stampa Viareggina (9 Aprile 2011) alcune notizie (o pseudo tali) che riguardano la questione del riconoscimento reciproco MIT/MCA dei titoli del diporto.
Riteniamo che il redattore dell’articolo abbia in parte ragione, nello specifico quando si afferma che le “patenti inglesi” non sono ritenute sufficienti per l’imbarco su unità italiane dalle nostre Autorità. Come si può infatti facilmente verificare dalle note diffuse da AMADI, viene ribadito che i titoli RYA di Yachtmaster Offshore/Ocean (le patenti inglesi) non vengono riconosciuti dal Ministero dei Trasporti. Questa è una non-notizia.
Ha in parte ragione, il redattore dell’articolo, quando dice che “il certificato italiano non ha riconoscimento internazionale”. Altra non-notizia. Credo che nessuno, e tantomeno AMADI, abbia mai affermato il contrario. E’ però vero, e sarebbe stato opportuno in questa sede sottolinearlo, che il certificato italiano viene riconosciuto dall’Agenzia inglese MCA, ed è esattamente ciò che è stato fortemente auspicato da tutte le associazioni di categoria: è risaputo che la maggioranza delle imbarcazioni e soprattutto navi da diporto abbia per l’appunto bandiera inglese. Questo fatto rende decisamente più appetibili i Certificati del Diporto codificati dal DM 121/2005.
Con questo articolo, insomma, si affermano due fatti risaputi spacciandoli per notizie, e non si fa cenno dell’unico fatto nuovo che potrà portare vantaggi alla categoria.
E’ un peccato che, anche quando le battaglie delle associazioni portano a qualche risultato utile per i marittimi, le beghe di cortile abbiano il sopravvento e non si riesca ad avere una posizione comune nemmeno nel rallegrarsene.
ULTERIORE CONFERMA A PROPOSITO DEL RICONOSCIMENTO MCA DEI CERTIFICATI DEL DIPORTO
Nel caso ce ne fosse bisogno ecco un'ulteriore conferma di quanto affermato in precedenza su questo sito. A precisa domanda, l'Agenzia Marittima Inglese risponde (vedi testo della mail sotto riportato) che le richieste per ottenere l'equivalente inglese dei Certificati del Diporto verranno accettate. Prima di procedere con l'Application, viene richiesto di inviare copia scannerizzata del Certificato.
Dear Sir,
Thank you for your email.
We do accept STCW 95 Italian Yacht certificates for CEC applications.
If you receive a request for a CEC against and Italian Yacht certificate please scan a copy to us and we will confirm if the request can be processed.
Kind regards,
M Wright,
CEC Team
Seafarer Training and Certification Branch
Maritime & Coastguard Agency
IL PORT STATE CONTROL (PSC)
Per Port State Control si intende l’ispezione di navi straniere nei porti nazionali allo scopo di verificare che le condizioni della nave e delle sue dotazioni siano conformi agli standard internazionali, che l’equipaggio sia adeguato e che la nave sia condotta secondo le prescrizioni delle Convenzioni (SOLAS, MARPOL ecc).
Per sopperire alle deficienze dei controlli delle Autorità di Bandiera di alcuni Stati (le cosiddette FOC – Flag of Convenience), nel 1982 è stato introdotto il Paris MoU (Memorandum of Understanding), oggi recepito da 26 Stati Europei più il Canada; successivamente altri stati si sono adeguati, costituendo il Tokio MoU, l’Indian Ocean MoU, il Black Sea MoU ed altri. Anche gli Stati Uniti, pur non appartenendo ad alcun Memorandum, verificano che le navi straniere che approdano nei loro porti soddisfino le normative internazionali oltre a quelle Americane. Una nave che non sia mai stata controllata dal PSC viene sottoposta ad una Visita Iniziale, che consiste in un’ispezione generale ai documenti di bordo, al ponte di comando, alla sala macchine, alle condizioni igieniche degli alloggi e delle cucine, ai ponti ed alle stive. Recentemente questo tipo di controlli viene applicato anche agli yacht in uso commerciale. Nel caso in cui dai controlli emerga qualche situazione dubbia, vengono condotte ispezioni più accurate che possono riguardare l’integrità strutturale della nave, le compartimentazioni stagne e tagliafuoco, i sistemi di emergenza e di comunicazione ma anche le condizioni di vita a bordo, gli orari di lavoro ed il rispetto dei periodi di riposo dell’equipaggio.
L’esito negativo del PSC può portare all’obbligo di rimediare alle carenze prima della partenza della nave oppure prima del successivo scalo o in un tempo stabilito dall’Autorità, e nei casi più gravi alla detenzione della nave. Alle navi che non rispettino quanto stabilito dall’Ispettore PSC verrà negato l’accesso in tutti i porti dei paesi aderenti al MoU. Sul sito www.parismou.org si può visualizzare una lista delle navi detenute e delle deficienze riscontrate che hanno portato al provvedimento. Si ha notizia che nei primi mesi del 2011 anche qualche superyacht sia incappato nelle maglie del PSC.
A PROPOSITO DI CERTE VOCI
Circolano voci, e recentemente qualcuno dei soliti “bene informati” - su tutto lo scibile marittimo e oltre - lo ha anche pubblicato sul suo sito, secondo cui l’A.Ma.Di sarebbe la causa di tutti i mali che affliggono il mondo dei marittimi del diporto, in particolare per “l’improvvida decisione di sostenuta all’epoca da AMADI di dividere la carriera dei marittimi tra mercantile e diporto”.
Vorrei tranquillizzare soci, simpatizzanti e semplici frequentatori di questo sito che le cose non stanno esattamente così. Vero è che ai tempi (erano i primi anni 2000) il Ministero ha chiesto la collaborazione di AMADI (fra l’altro dando così un importante riconoscimento all’Associazione) per la messa a punto di un provvedimento (la creazione dei titoli del diporto) CHE AVEVA GIA’ DECISO (il Ministero, non l'AMADI) e che si era reso indispensabile vista l’imminente applicazione definitiva della STCW95. Tale applicazione avrebbe di fatto impedito a chi non possedeva già un Certificato IMO mercantile la carriera nel diporto, dal momento che la navigazione su yachts non sarebbe più stata accettata ai fini del conseguimento dei titoli. Inoltre venivano aboliti (a causa della STCW, non di AMADI) i titoli professionali di Marinaio Autorizzato e Padrone Marittimo per cui non ci sarebbe più stato futuro per chi avesse voluto fare la carriera nel diporto senza andare al lungo corso su navi mercantili.
Così stanno i fatti. Che poi la legge partorita (DM 121/2005) non sia stata la migliore possibile è un dato di fatto, ma certo non è così che l’AMADI l’aveva proposta, ed anzi è da allora che ci confrontiamo con il Ministero e con le altre Associazioni per cercare di migliorarla. Lo scorso anno sembrava cosa fatta, erano state concordate delle modifiche (ad esempio l’eliminazione della “navigazione su unità da noleggio” fra i requisiti per accedere ai titoli) che l’avrebbero resa più ragionevole e del tutto simile a quella dei colleghi inglesi, ma quella bozza giace da oltre un anno in qualche cassetto ministeriale e non se ne sa più niente.
Abbiamo chiesto insieme ad altre associazioni almeno che il nostro Ministero si adoperasse per rendere i nostri Certificati del Diporto spendibili anche all’estero, e sembra che dopo lunghe battaglie almeno questo risultato sia venuto, con il riconoscimento da parte di MCA. (Sempre sul sopracitato onnisciente sito questo fatto viene negato, ma io credo che il tempo ci darà ragione, con i primi CEC che verranno rilasciati ai colleghi Marittimi del Diporto).
LETTERA AL MINISTERO
Abbiamo inviato al Ministero una richiesta di convocazione del Tavolo Tecnico in merito al riconoscimento dei Certificati del Diporto da parte di MCA. Continuate a visitare il sito per restare informati circa gli sviluppi. Leggi la mail
CORSI DI PREPARAZIONE ALL'ESAME DI UFFICIALE DEL DIPORTO
Stiamo raccogliendo in Sede le adesioni (o manifestazione di interesse) per un corso per la preparazione all'esame di Ufficiale del Diporto che potrebbe venire organizzato nel corso della prossima stagione invernale, qualora ci fosse un numero sufficiente di candidati. Il corso si prevede possa durare 3-4 mesi (minimo 150 ore) e vedrebbe la presenza di docenti qualificati per le materie oggetto del programma. Il costo è in funzione del numero di adesioni. Per maggiori informazioni rivolgersi alla Segreteria.
CORSI FINANZIATI CON VOUCHER
L'Accademia della Marina Mercantile di Genova ci comunica che verranno istituiti dei corsi per marittimi (Inglese, Basic Training, Radar, SSO) finanziati dalla Provincia ai quali si potrà accedere tramite voucher. Scaricate il Catalogo Formativo e le Modalità di iscrizione. Per maggiori informazioni rivolgersi in Sede.
CERTIFICAZIONI INGLESI
CERTIFICATI GMDSS FALSI
Sono stati segnalati casi di Certificazioni GMDSS false.